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Nel 600 a.C. i Focesi fondarono Massilia (attuale Marsiglia) che a sua volta fondò molte colonie sulla costa dell’attuale Francia meridionale e Spagna nord orientale. Quando i Focesi si avvicinarono all’Etruria installandosi ad Alalia, sulle coste della Corsica, gli Etruschi si unirono ai Cartaginesi contro gli intrusi, in una battaglia navale nel Mar Sardo nel 535 a.C. che si risolse con un ripiegamento dei Focesi. Erodoto ci racconta che sessanta vascelli etruschi, quasi esclusivamente provenienti da
Caere, e altrettanti cartaginesi, si scontrarono con sessanta navi focee, i cui equipaggi catturati furono portati ad Agylla (Caere) e lapidati.
Fu tentato di rafforzare Il controllo sulla Campania, attaccando la greca Cuma nel 524 a.C., ma gli Etruschi furono sconfitti in una battaglia terrestre dai Cumani guidati da Aristodemo, che iniziò così le sue fortune. In breve tempo l’influenza degli Etruschi cominciò a indebolirsi anche nel Lazio, perdendo il controllo di Roma, quando ne fu cacciato Tarquinio. Altre città latine insorsero contro il dominio etrusco, chiamando in appoggio Cuma e Aristodemo che sbaragliò gli Etruschi guidati da Arunte, figlio di Lars Porsenna di Chiusi, nei pressi di Aricia nel 505 a.C. Una più incisiva preclusione all’attività marittima degli Etruschi in questo periodo, si ha con il crescere della potenza di Siracusa governata dai Dinomenidi e con le disfatte dei Etruschi nelle acque di Cuma (474 a.C.) e dei Cartaginesi a Imera (480 a.C.), quando inizia una nuova epoca di predominio greco del Tirreno. Nel 453 Siracusa decise di affrontare in una grande battaglia i suoi nemici di sempre Etruschi, nei loro stessi mari, puntando a conquistare la zona mineraria. Altro evento luttuoso per la costa tirrenica degli Etruschi è la spedizione navale di Dionisio nel 384 a.C. contro le coste controllate da Caere, che ebbe come esito il saccheggio del porto di Pyrgi e la distruzione del suo santuario, da cui i Siracusani, come racconta Diodoro Siculo, trassero un grosso bottino di prede e prigionieri per un valore di non meno di 1.500 talenti. Questi ultimi avvenimenti fecero diminuire sempre più la potenza degli Etruschi nel Tirreno, a favore di una crescita iniziale dell’espansione nell’Adriatico, in seguito interrotta dall’invasione delle tribù celtiche, che conquistarono l’Etruria Padana intorno al 350 a.C. Quindi la zona settentrionale cadde sotto i Celti e fu più tardi conosciuta e conquistata dai romani come Gallia Cisalpina. Il periodo di crisi si fa più accentuato a seguito del lungo ed estenuante conflitto tra Roma e Veio, che, tra alterne vicende, durerà quasi un secolo, terminando nel 396 a.C. con la sconfitta e la distruzione della assediata Veio. Altre guerre furono consumate tra la nascente potenza di Roma e le altre città etrusche, come Tarquinia, Volsinii, Chiusi. La perdita dell’indipendenza politica del mondo etrusco avviene dunque a poco a poco, quasi invisibilmente, con i caratteri di un mutamento progressivo che cerca di mantenere le forme politiche e culturali. L’atto giuridicamente determinante per la fine della storia dell’Etruria, fu la imposizione della cittadinanza romana a tutte le popolazioni della zona, al principio del I secolo a.C. |
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