L’area C
L'area sacra denominata C costituiva in origine un piccolo santuario
indipendente, dotato di un altare cilindrico di tufo grigio, di un
pozzo e di un secondo altare in peperino. A ridosso di quest'ultimo
fu costruito un recinto per accogliere le lamine d'oro inscritte,
trovate durante i recenti scavi.
Sempre connesso ad Astarte/Uni doveva essere un edificio, parallelo
al lato lungo del temenos, del quale rimangono venti celle destinate
alle sacerdotesse della dea che Servio ricorda, citando Lucilio,
essere le famose "scorta Pyrgensia", cioè le "prostitute di Pyrgi".