Storia del Castello di Santa Severa:
epoca medievale
La probabile continuità di vita nel luogo dell’antica colonia romana in epoca alto-medievale
(VII-IX sec. d.C.) condusse alla formazione del Castellum Sanctae Saverae, noto in documenti dell’XI
secolo come proprietà dell’
Abbazia di Farfa
(1068).
Intorno alla torre cilindrica, oggi detta Torre Saracena,
posta a controllo del porto e del litorale nel XII
secolo, si sviluppa il castello e il relativo borgo (Civitas Sanctae Severae), provvisto di almeno due
chiese, una (Battistero) dedicata
a S. Severa e a S. Lucia, con affreschi della seconda metà del XV sec.
attribuiti alla scuola di Antoniazzo Romano e graffiti votivi raffiguranti navi del XVI secolo. L’altra,
dedicata a Maria Assunta e
Santa Severa, del 1594, ripristinata nel 1700, con elementi architettonici e scultorei romani reimpiegati.
Per tutto il medioevo e gran parte dell’epoca moderna sopravvive l’approdo di Santa Severa, ridotto al
porto-canale antistante il castello, con funzioni anche doganali in relazione, ad esempio al transito del
minerale ferroso proveniente dall’isola d’Elba.
Nel XIII secolo ai Farfensi successero i monaci cassinesi di San Paolo (1203), la famiglia dei Tiniosi,
quindi i monaci Eremiti Agostiniani (1290). Nel XIV secolo il castello risulta feudo della potente famiglia
dei Venturini. In epoca rinascimentale il borgo di Santa Severa costituisce di fatto un’unicità
economico-produttiva autosufficiente con attività marittime, agricole e zootecniche molto sviluppate:
una grande azienda direttamente controllata dalla chiesa di Roma.
Tre successivi ampliamenti della cerchia muraria, nel XIV, XVI e XVIII secolo, testimoniano le varie fasi
di crescita dell’insediamento che comunque arrivò ad occupare soltanto un quarto dell’area urbana della città romana di Pyrgi.
Attraverso complesse vicende e passaggi di proprietà del castello, a partire almeno dal 1482, ha fatto
parte dei possedimenti dell’Ospedale del Santo Spirito fino al 1980.